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L'arcipelago
ponziano (provincia di Latina, nel Lazio) si trova di fronte al
promontorio del Circeo ed a Gaeta. É costituito da 6 isole: Ponza,
Gavi, Zannone, Palmarola, appunto, Ventotene e S.Stefano. Palmarola
è la seconda per grandezza 136.36 ettari, km 3 di lunghezza, m 300
di larghezza, km 14.98 di costa. Dista 8 miglia da Ponza, a un'ora
circa di motobarca. Frutto probabilmente di un cratere, presenta il
lato occidentale molto più bello e movimentato di quello di levante
con lo scoglio del Cappello e il Faraglione di Mezzogiorno.
Splendida è la parte a forma semicircolare detta "la cattedrale",
numerose le favolose "calette" dove è possibile bagnarsi in un mare
inverosimilmente trasparente e ricco di una pregiata fauna ittica;
le occhiate si possono pescare addirittura a riva! Il clima è
gradevolissimo, grazie al ponentino sempre presente. L'avifauna è
rappresentata dal gabbiabo reale (Palmarola è una delle poche zone
d'Italia ove vive quest'animael) e dal falco pellegrino. I suoi tre
monti principali, non superano i 250 metri. Un tempo molto boscosa,
ora prevale l'erica e un residuo di lecceta. Carratteristiche le
abitazioni scavate nella roccia, alcune risalenti ai più antichi
abitatori dell'isola. Nel ‘700 tali abitazioni furono anche adibite
a depositi per attrezzi agricoli. L'ossidiana minerale di cui
Palmarola è ricca, veniva utilizzata per esigenze varie (armi,
utensili ecc..). S.Silverio è il protettore dell'isola ove morì in
esilio, come ricorda una cappella votiva eretta sull'omonimo
faraglione di fronte al porto. Un tempo i ponzesi ritenevano che
l'isola fosse abitata da demoni, perchè di notte si udivano lamenti
paurosi e strani rumori. Probabilmente si trattava di grida di
uccelli che nidificando facevano rotolare qualche roccia nel mare.
Quando ho scoperto quest'isola ho pensato che, nel crearla, il
Signore doveva essere particolarmente di buon umore. Se vi capita,
andateci, mi darete ragione!
Un entusiasta
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